Ogni volta che saliamo a bordo della nostra auto lasciamo, inevitabilmente, una traccia del nostro passaggio e della nostra presenza. Non si tratta soltanto del tragitto seguito o dei chilometri percorsi: le moderne auto connesse registrano continuamente una grande quantità di dati auto, trasformandosi in veri e propri dispositivi digitali su quattro ruote. Posizione GPS, stile di guida, destinazioni, utilizzo dei sistemi di bordo, collegamenti Bluetooth e perfino alcune preferenze personali contribuiscono a creare un patrimonio informativo sempre più ricco. Tutto questo apre nuove opportunità per la mobilità, ma pone anche ampi interrogativi sulla privacy auto, sulla sicurezza informatica auto e sul ruolo della telematica veicoli nella vita quotidiana degli automobilisti italiani. Quali dati raccolgono le auto connesse? Chi può consultarli? E quali garanzie offre oggi la normativa europea? Facciamo chiarezza su uno dei temi più attuali e controversi del settore automotive.
Quali dati raccolgono le auto connesse
Le auto connesse dialogano costantemente con numerosi servizi digitali, cloud e con applicazioni dedicate. Grazie alla telematica veicoli, ogni viaggio produce un bagaglio incredibile di dati auto, indispensabili per offrire al guidatore un set di funzionalità sempre più evolute.
Tra le tante informazioni raccolte troviamo:
- posizione GPS e cronologia degli spostamenti;
- velocità, accelerazioni e frenate;
- stato del veicolo e manutenzione;
- consumi e autonomia;
- utilizzo dell’infotainment;
- connessioni Bluetooth ed eventuali smartphone associati (modelli, numeri…);
- eventuali dati diagnostici inviati alla casa costruttrice.
La quantità di informazioni raccolte varia da modello a modello, ma tutte le moderne auto intelligenti sfruttano questi dati per migliorare la navigazione, l’assistenza alla guida, gli aggiornamenti software e per offrire servizi altamente personalizzati, quasi su misura. La raccolta dei dati auto rappresenta, quindi, uno dei pilastri della mobilità digitale in epoca contemporanea.
Ma siamo sicuri che convinca tutti?
A cosa servono tutti questi dati auto
Prima di schierarsi, contro o a favore, è meglio capirne di più. Partendo dall’inizio, ovvero dall’obiettivo di questa catalogazione massiccia di dati personali del guidatore e del suo comportamento alla guida.
I dati auto non vengono raccolti casualmente. Le case automobilistiche li utilizzano per migliorare l’affidabilità delle auto connesse, sviluppare nuove funzionalità e rendere più efficiente l’esperienza di guida: un mix di benefit completamente a vantaggio dell’automobilista.
Grazie alla telematica veicoli, ad esempio, è possibile ricevere aggiornamenti software da remoto, pianificare gli interventi di manutenzione, monitorare eventuali anomalie ed ottimizzare i consumi.
Anche molti dei sistemi ADAS e numerose tra le future tecnologie di guida autonoma si basano sull’elaborazione continua di enormi quantità di dati provenienti dalle auto intelligenti.
Raccolta di dati auto e vantaggi tangibili per gli automobilisti viaggiano ormai sullo stesso binario. Resta da capire se i consumatori siano davvero pronti a scambiare un pezzetto della propria riservatezza in nome di tanta tecnologia.
Privacy auto e sicurezza: quali sono i rischi?
Se da un lato la tecnologia offre servizi sempre più avanzati, dall’altro aumenta l’attenzione verso i temi della privacy auto e della sicurezza informatica auto. Le auto connesse, infatti, si comportano come veri e propri dispositivi digitali collegati alla rete e, come qualsiasi altro sistema informatico, devono essere protette da accessi non autorizzati.
I principali aspetti da considerare riguardano:
- protezione dei dati auto personali;
- sicurezza delle comunicazioni tra veicolo e cloud;
- aggiornamenti software costanti contro possibili vulnerabilità;
- gestione dei consensi per l’utilizzo delle informazioni raccolte;
- conformità alle normative europee sulla privacy auto.
In Italia e nell’Unione Europea il trattamento dei dati è disciplinato dal GDPR, che impone alle aziende un insieme di obblighi molto precisi in termini di trasparenza, conservazione e utilizzo delle informazioni personali. Parallelamente, anche la sicurezza informatica auto è diventata una priorità per costruttori e fornitori di tecnologie automotive.
La sensibilità, in fatto di privacy auto, sta aumentando su tutti i fronti, anche e soprattutto su quello nazionale, da sempre molto rigoroso e protettivo nei confronti del consumatore e della sua identità.
La situazione italiana tra innovazione e tutela
Lo sappiamo: anche in Italia le auto connesse stanno diventando sempre più diffuse, grazie alla crescente presenza di servizi digitali, alle assicurazioni basate sulla telematica veicoli e al dominio dei sistemi di assistenza evoluti.
Molti automobilisti utilizzano già applicazioni che consentono di localizzare il veicolo, di controllarne lo stato da remoto o di prenotare automaticamente gli interventi di manutenzione. Parallelamente cresce però l’attenzione verso la privacy auto, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei dati auto raccolti durante gli spostamenti quotidiani.
Il mercato italiano segue quindi un doppio binario: da una parte l’innovazione tecnologica delle auto intelligenti, dall’altra la necessità di garantire elevati standard di sicurezza informatica auto e piena trasparenza nell’utilizzo delle informazioni personali.
Come proteggere i propri dati a bordo
La tecnologia può essere utilizzata in modo sicuro anche dagli automobilisti, adottando alcune semplici precauzioni.
È consigliabile:
- leggere sempre le informative sulla privacy auto;
- aggiornare regolarmente il software delle auto connesse;
- verificare le autorizzazioni concesse alle app collegate;
- eliminare i dati personali prima di vendere il veicolo;
- utilizzare solo password sicure per gli account associati.
Una gestione consapevole dei dati auto permette di sfruttare tutti i vantaggi della telematica veicoli, riducendo al minimo i possibili rischi legati alla sicurezza informatica auto.
Il futuro della mobilità passa anche dai dati auto
Le auto connesse renderanno la mobilità sempre più intelligente, efficiente e personalizzata. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra innovazione, privacy auto, sicurezza informatica auto e utilizzo responsabile dei dati auto, perché il futuro dell’automobile passa anche dalla fiducia degli automobilisti.

