Ci sono invenzioni che cambiano il mondo senza fare rumore. Le cinture di sicurezza appartengono a questa categoria. Se oggi ci sembrano un elemento scontato ed imprescindibile di ogni automobile, settant’anni fa rappresentarono una rivoluzione futuristica, destinata a trasformare per sempre la sicurezza stradale.

Nata grazie all’intuizione della casa automobilistica Volvo, questa tecnologia ha dato vita ad uno dei più efficaci dispositivi di sicurezza auto mai realizzati che, nel corso dei decenni, ha contribuito a ridurre la gravità degli incidenti stradali in tutto il mondo.

Ripercorrere la sua storia significa capire davvero come le cinture di sicurezza hanno salvato milioni di vite.

L’invenzione delle cinture di sicurezza ha cambiato l’automobile

Nel 1956 apparve per la prima volta una cintura diagonale a due punti, mentre nel 1959 l’ingegnere svedese Nils Bohlin sviluppò per Volvo la cintura di sicurezza a tre punti, una soluzione semplice ma destinata a rivoluzionare la sicurezza stradale mondiale. Prima di allora esistevano sistemi meno efficaci, incapaci di proteggere adeguatamente il corpo durante gli incidenti stradali.

Rispetto ai metodi esistenti, la vera intuizione fu quella di distribuire le forze d’urto sulle parti più resistenti del corpo umano.

I vantaggi principali furono immediati:

  • maggiore protezione del torace;
  • riduzione delle lesioni interne;
  • migliore stabilità del passeggero;
  • maggiore efficacia dei futuri dispositivi di sicurezza auto.

La scelta di Volvo di rendere disponibile gratuitamente il brevetto accelerò straordinariamente la diffusione delle cinture di sicurezza in tutto il settore automobilistico.

Quando l’obbligo cinture è arrivato in Europa e in Italia

La diffusione delle cinture di sicurezza non fu immediata. Molti automobilisti vedevano questi sistemi come una limitazione alla libertà personale e non come strumenti fondamentali per la sicurezza stradale.

Negli anni Sessanta e Settanta diversi Paesi europei iniziarono ad introdurre l’obbligo cinture, anticipando una trasformazione culturale che avrebbe richiesto, indiscutibilmente, del tempo per essere accolta ed accettata. In Italia il percorso fu particolarmente lento: se gli attacchi divennero obbligatori nel 1976, l’effettivo obbligo cinture per i passeggeri anteriori arrivò soltanto nel 1988. Per quelli posteriori si dovette attendere il 2003.

Oggi le cinture di sicurezza rappresentano uno dei pilastri della prevenzione degli incidenti stradali e della tutela di tutti gli occupanti del veicolo.

Perché le cinture di sicurezza salvano la vita

Dietro l’efficacia delle cinture di sicurezza ci sono le regole della fisica. Durante gli incidenti stradali, il corpo continua a muoversi alla stessa velocità dell’auto fino a quando qualcosa non lo arresta.

Le cinture di sicurezza aumentano il tempo di decelerazione e riducono la forza che agisce sugli organi interni.

In pratica permettono di:

  • distribuire l’urto sulle parti più robuste del corpo;
  • evitare l’espulsione dall’abitacolo;
  • ridurre il rischio di traumi cranici;
  • limitare le lesioni interne.

Questa funzione rende le cinture di sicurezza uno dei più importanti dispositivi di sicurezza auto mai progettati per migliorare la sicurezza stradale.

La resistenza culturale che ha rallentato la sicurezza stradale

Oggi allacciare le cinture di sicurezza è un gesto automatico, ma non è sempre stato così. Negli anni Ottanta molti automobilisti contestavano apertamente l’obbligo cinture, considerandolo un’imposizione inutile.

In Italia divennero celebri perfino le magliette con la cintura stampata, utilizzate per aggirare i controlli. Un episodio che racconta bene il clima polemico dell’epoca.

Con il tempo, però, i dati sugli incidenti stradali hanno dimostrato in modo inequivocabile l’importanza delle cinture di sicurezza: l’aumento della consapevolezza pubblica ha contribuito a rafforzare la cultura della sicurezza stradale, trasformando un obbligo normativo in una buona abitudine quotidiana.

Le cinture di sicurezza restano il dispositivo più efficace

Airbag, frenata automatica e tutti i sistemi ADAS hanno rivoluzionato le automobili moderne. Eppure le cinture di sicurezza continuano ad essere il primo livello di protezione per conducente e passeggeri.

Anche i più sofisticati dispositivi di sicurezza auto funzionano correttamente solo se l’occupante è trattenuto in posizione dalle cinture. Senza di esse, infatti, anche solo l’efficacia degli airbag diminuisce drasticamente.

Per questo motivo le cinture di sicurezza rappresentano ancora oggi il riferimento assoluto nella sicurezza stradale. Nessun altro sistema ha avuto un impatto così importante nella riduzione delle conseguenze degli incidenti stradali: meglio tenerne conto.

Le cinture di sicurezza posteriori sono obbligatorie in Italia?

Molti automobilisti si chiedono se le cinture di sicurezza posteriori sono obbligatorie e da quando la normativa nazionale ne imponga l’utilizzo. La risposta è semplice: nel nostro Paese tutti gli occupanti del veicolo, compresi i passeggeri seduti sui sedili posteriori, devono indossare le cinture di sicurezza quando il veicolo è in movimento.

L’obbligo deriva dalle norme del Codice della Strada ed è stato introdotto per ridurre le conseguenze degli incidenti stradali. Non si tratta soltanto di una misura per proteggere chi siede dietro perché, in caso di impatto, un passeggero non saldamente assicurato alle cinture di sicurezza può diventare un grave pericolo anche per chi occupa i sedili anteriori.

Nonostante l’obbligo sia in vigore da molti anni, però, le statistiche mostrano che l’utilizzo delle cinture posteriori è ancora inferiore rispetto a quelle anteriori. Per questo motivo le campagne di sicurezza stradale continuano a sottolinearne l’importanza, soprattutto durante i viaggi lunghi e quando a bordo sono presenti bambini o persone anziane.

Ricordiamolo, quindi: le cinture di sicurezza posteriori sono obbligatorie e, soprattutto, utilissime per la nostra incolumità.

Il futuro delle cinture di sicurezza intelligenti

Settant’anni dopo l’invenzione originale, la ricerca e lo sviluppo non si fermano e l’evoluzione delle cinture di sicurezza è un tema di studio costante. Con i nuovi modelli elettrici i costruttori stanno sviluppando sistemi capaci di adattarsi alle caratteristiche di ogni passeggero.

Le nuove tecnologie in fase di test permettono di:

  • analizzare peso e corporatura;
  • valutare la posizione di seduta;
  • interpretare la dinamica dell’impatto;
  • regolare automaticamente la tensione della cintura.

Una serie di nuovi dispositivi di sicurezza auto che rappresentano l’evoluzione naturale di una tecnologia senza tempo che, giorno dopo giorno, continua a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre i rischi negli incidenti stradali.

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